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MAGDALA. IL SITO ARCHEOLOGICO

ll sito archeologico di Magdala si trova nella sponda occidentale del Lago di Tiberiade. Il nome ha un’origine semitica, Migdal Nunaja (Torre dei pesci), e greca Tarichea (Pesce salato).

Fin dall’epoca asmonea è uno dei principali porti e un florido agglomerato urbano, la cui principale attività è appunto strettamente connessa al Mare di Galilea.

Magdala ha suscitato un grande interesse dal punto di vista archeologico fin dagli anni Settanta con le indagini di P. Virgilio Corbo e P. Stanislao Loffreda. Negli anni 2006-2011 sono riprendono i lavori di scavo con il “Magdala Project” il cui direttore è il frate francescano P. Stefano De Luca, grazie al patrocinio dello Studium Biblicum Franciscanum e alla richiesta e sostegno della Custodia di Terra Santa, proprietaria del terreno dove si trova la città evangelica.

Quest’ultima campagna di scavo ha riportato alla luce una grande parte del tessuto urbano con i suoi edifici, le ville mosaicate, le vie lastricate, un grande piazza a quadriportico, una «mini-sinagoga» probabilmente del tempo di Gesù, un grande monastero già menzionato dai pellegrini (Teodosio, Willibaldo, Epifanio, Eutichio, Abate Daniele, Sewulfo….), una torre per l’acqua (ancora conservata in tutta la sua altezza) da cui dipartiva un acquedotto retto dagli archi impostati sul cardo massimo, le piscine termali, gli attracchi originali delle imbarcazioni. Il primo molo risale addirittura al periodo asmoneo e tuttora si tratta della struttura portuale meglio conservata giunta ai giorni nostri. Sono stati rinvenuti anche numerosi suppellettili, vasellame, gioielli, oggetti lignei e vitrei, monete che delineano e arricchiscono il quadro della vita quotidiana di Magdala al tempo di Gesù.

E’ un luogo di grande rilevanza biblica: città natale della prima testimone del Risorto, Maria Maddalena (Maria di Magdala, l’apostola degli apostoli) e già meta di pellegrinaggio per questo motivo fin dai tempi della diffusione della cristianità. Ma è anche culla dell’evangelizzazione di Gesù, viene menzionata nel Vangelo a proposito della seconda moltiplicazione dei pani e dei pesci col nome di Magadàn (Mt 15,39) o Dalmanutà (Mc 8,10). E’ la città più importante del lago: 40mila abitanti, quasi come Gerusalemme. E’ una località che ci parla di Gesù come uomo del suo tempo, che si sposta da sponda a sponda del Lago, che cammina, incontra persone e porta la Parola. L’azione pubblica di Gesù coinvoge tutte le forme di società, di cultura, di lingua, di modi di pensare e intendere la vita.

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