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CHI SIAMO

Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna,
noi abbiamo creduto e conoTsciuto che tu sei il Santo di Dio”

Giovanni 6,68

La Fondazione Homo Viator – San Teobaldo (ex Ufficio Pellegrinaggi) inserito nella Diocesi di Vicenza, dal 1995 pensa, propone e organizza iniziative di carattere formativo e culturale ad ampio raggio sul mondo biblico e in particolare sui luoghi della rivelazione biblica, per arricchire e sostenere la vita di fede del pellegrino in cammino.
I nostri pellegrinaggi si rivolgono a laici, credenti, non credenti, preti, religiosi, a persone in ricerca, che stanno riconsiderando la loro vita, a coloro che vogliono darsi del tempo per mettere a fuoco alcune questioni che stanno a cuore.

 

Offre delle opportunità significative a tutti coloro che vogliono riscoprire la bellezza e il valore della Parola, a chi vuole dare ragione storica della propria fede tramite la visita di luoghi importanti che certificano storicamente la vita di Gesù, degli apostoli, dei profeti, dei re, dei popoli e quei luoghi nei quali l’uomo si è confrontato con culture e culti diversi per un confronto costruttivo, dal punto di vista umano e spirituale.

Per la Fondazione Homo Viator – San Teobaldo questa conoscenza è fondamentale per maturare uno spirito diverso che non corrisponde a quello del turista o del viaggiatore, esclusivamente spinto da interessi storici, geografici, sociologici o artistici, ma è lo spirito del pellegrino, ovvero di colui che si interessa e va in questi luoghi perché sono rivelativi e aiutano a capire quanto è avvenuto e continua ad accadere tra Dio e gli uomini.

 

La Fondazione Homo Viator San Teobaldo collabora e coopera, anche tramite accordi e sinergie, con gruppi, associazioni, musei, enti culturali ed università (pubbliche e private), italiane ed estere, che fanno riferimento al mondo biblico, alle Terre Bibliche e ai pellegrinaggi in genere.

 

La Fondazione ha anche intrapreso dei progetti volti a riscoprire le antiche vie di pellegrinaggio nel territorio italiano rendendole nuovamente praticabili e percorribili. Così facendo si valorizzano i luoghi di culto (chiese e cappelle), i luoghi della memoria storica e dell’ospitalità (antichi hospitali) disseminati lungo questi itinerari.

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