Ufficio Pellegrinaggi Diocesi di Vicenza Contrà Vescovado, 3 - Vicenza
Linfa dell'ulivo - logo

Colletta pro terra santa

Riguardo poi alla colletta in favore dei santi, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte ciò che è riuscito a risparmiare, perché le collette non si facciano quando verrò. Quando arriverò, quelli che avrete scelto li manderò io con una mia lettera per portare il dono della vostra generosità a Gerusalemme. E se converrà che vada anch’io, essi verranno con me.” (1Cor 16,1-4)

La carità è certamente uno degli aspetti fondamentali della vita della Chiesa. Questo fin dalle sue origini, come ci testimoniano le parole di Paolo nella prima lettera ai cristiani di Corinto. Attenzione che attesta chiaramente la premura dell’apostolo delle genti verso la “Chiesa madre” ovvero la comunità di Gerusalemme. Di fatto il testo citato ci parla della prima e della più antica colletta di carità della Chiesa. Qualcuno potrebbe obiettare che è una carità un po’ ridotta perché rivolta “ad intra” cioè all’interno della vita stessa della Chiesa. In realtà non dobbiamo mai dimenticare che le comunità cristiane, per il semplice fatto di essere collocate in situazioni geografiche e politiche diverse non vivono alla stessa maniera e il rendersi solidali con chi ha meno di noi è sempre molto importante. La recente attenzione della Chiesa vicentina alle comunità del nostro territorio colpite dall’alluvione ne è chiara dimostrazione.

La solidarietà espressa da Paolo e dalle sue comunità verso la Chiesa madre di Gerusalemme è diventata nel tempo tradizione.

Nel vasto scenario di domeniche dedicate all’una o all’altra iniziativa la “colletta per la Terra Santa” si colloca da moltissimo tempo in uno dei giorni più intensi dell’anno liturgico: il venerdì santo.

In questo giorno nel quale contempliamo la passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo la Chiesa ci invita ad esprimere la nostra solidarietà alle “pietre vive” della Terra del Santo.

Forse non ci potrebbe essere collocazione migliore se pensiamo alle tante croci che le comunità cristiane della Terra Santa vivono quotidianamente se non altro per la loro condizione di minoranza spesso schiacciata dal peso non solo quantitativo ma anche politico e culturale dell’Islam, da una parte, e dall’Ebraismo dall’altra.

È necessario rinvigorire questa tradizione della Chiesa dando il giusto risalto alla raccolta che non è una delle tante che spesso vanno ad intasare le nostre liturgie. La colletta del venerdì santo è occasione per esprimere attenzione e solidarietà verso quella che resta comunque la nostra Chiesa madre, perché da Gerusalemme parte l’annuncio evangelico tramite gli apostoli.

Questo rinvigorimento della sensibilità passa anche attraverso la creazione di momenti di formazione e di conoscenza dei problemi dei cristiani della Terra Santa, credenti che negli ultimi anni, sopratutto durante la seconda “Intifada”, la “guerra delle pietre” che ha visto come teatro i Territori Occupati della Palestina, non hanno sentito molto vicino quell’Occidente che in alcune occasioni professa le proprie radici cristiane per poi dimenticarsene presto quando c’è invece bisogno di aiuti concreti verso quelle Chiese.

Probabilmente il primo atto di carità, alla fine, lo facciamo verso noi stessi nella maniera in cui ci informiamo di quanto succede nelle parrocchie di quella terra. Non possiamo pensare che tutti i cristiani stiano bene solo per il semplice fatto che noi stiamo bene! Impariamo a scrollarci di dosso quell’indifferenza che pesa come una cappa di piombo sulla nostra vita e anche sulla nostra storia. Impariamo a capire come vengono gestite le risorse che vengono impiegate, soprattutto attraverso l’impegno dei Francescani, di Istituti religiosi come i Salesiani o le Suore Dorotee ed Elisabettine, tanto per fare nomi che conosciamo. Soprattutto impariamo a dire: “mi interessa”. È il primo fondamentale passo per diventare solidali con i cristiani della Terra del Santo.

Chi non trovasse l’opportnità di compiere questo gesto di carità in parrocchia, o può affidarsi all’UfficioPellegrinaggi della Diocesi di Vicenza, magari indicandone la destinazione, il quale provvederà a consegnarlo direttamente in loco.

Leggi l’appello alla preghiera e alla carità per la Terra Santa del cardinale Sandri del 1 marzo 2012