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Magdala Open

Magdala Openè un’iniziativa dell’Ufficio Pellegrinaggi Diocesi di Vicenza che si mette a disposizione della Custodia di Terra Santa per collaborare all’apertura del sito di Magdala, ad oggi chiuso e non visitabile, e alla sua successiva gestione e organizzazione.

L’impresa è importante e di grande rilievo: è la prima volta che la Custodia di Terra Santa accetta di collaborare con un ente diverso per un proprio sito ed altra parte è la prima volta che una Chiesa locale si cimenta in questo tipo di partecipazione.

Lo stile dell’Ufficio Diocesano Pellegrinaggi di Vicenza sta alla base di questa scelta: l’aiuto e il sostegno alla Terra Santa e la comprensione del contesto, dei luoghi, per capire la Parola di Dio. Questa premessa si rivela nell’impostazione del progetto, ovvero nell’intento che con l’apertura e una gestione continuativa si valorizzi e si promuova Magdala, una città evangelica di grande valore biblico e archeologico, attraverso proposte formative, una buona divulgazione e conoscenza, un’idonea fruibilità e attrezzatura del sito, una rete di persone e volontari che dedichino le loro competenze, energie e tempo alla realizzazione dei vari settori dell’iniziativa.

Il tutto porterà a comprendere meglio il contesto di Magdala, città natale di Maria Maddalena, prima testimone del Risorto, luogo di evangelizzazione di Gesù, che si sposta da sponda a sponda del Lago di Tiberiade, che cammina per le vie della Galilea, che incontra le persone e diffonde la Parola. Il Vangelo, le testimonianze giunte fino a noi, i ritrovamenti degli scavi archeologici hanno riportato alla luce proprio questa nuova forma di evangelizzazione dinamica e hanno delineato Gesù come un uomo del suo tempo, inserito in un contesto sociale-economico-commerciale, in una vita quotidiana che rafforza la sua storicità. L’apertura e la visibilità del sito di Magdala sono importanti per fare emergere questi aspetti. Da questi spunti di vita reale possiamo comprendere il Testo, la Parola, come fonte esistenziale e spirituale del cammino della nostra vita.

 

La localizzazione geografica

ll sito archeologico di Magdala si trova nella sponda occidentale del Lago di Tiberiade. Il nome ha un'origine semitica, Migdal nunaja (Torre dei pesci), o greca Tarichea (Pesce salato).

Si trattava di uno dei principali porti fin dall’epoca asmonea e di un florido agglomerato urbano, la quale principale attività era appunto strettamente connessa al Mare di Galilea.

E’ un luogo di grande rilevanza biblica: città natale della prima testimone del Risorto Maria Maddalena (Maria di Magdala) e già meta di pellegrinaggio per questo motivo fin dai tempi della diffusione della cristianità. Ma è anche culla dell’evangelizzazione di Gesù, viene menzionata nel Vangelo a proposito della seconda moltiplicazione dei pani e dei pesci col nome di Magadàn (Mt 15,39) o Dalmanutà (Mc 8,10). E’ una località che ci parla di Gesù come uomo del suo tempo, che si sposta da sponda a sponda del Lago, che cammina, incontra persone e porta la Parola.

Magdala ha suscitato un grande interesse dal punto di vista archeologico fin dagli anni Settanta con le indagini di P. Virgilio Corbo e P. Stanislao Loffreda. Nel 2006 sono ripresi i lavori di scavo attraverso il “Magdala Project” cui direttore è il frate francescano  P. Stefano De Luca, grazie al patrocinio dello Studium Biblicum Franciscanum e alla richiesta e sostegno della Custodia di Terra Santa, proprietaria del terreno dove si trova la città evangelica.

Gli scavi hanno riportato alla luce una grande parte del tessuto urbano con i suoi edifici, le ville mosaicate, le vie lastricate, un grande piazza porticata, una «mini-sinagoga» del tempo di Gesù, un grande monastero già menzionato dai pellegrini (Teodosio, Willibal, Epifanio, Eutichio, Abate Daniele, Sewulf….), una torre idraulica (ancora conservata in tutta la sua altezza) da cui dipartiva un acquedotto retto dagli archi impostati sul cardo massimo, le piscine termali, gli attracchi originali delle imbarcazioni. Il primo molo risale addirittura al periodo asmoneo e tuttora si tratta della struttura portuale meglio conservata giunta ai giorni nostri. Sono stati rinvenuti anche numerosi suppellettili, vasellame, gioielli, oggetti lignei e vitrei, monete che delineano e arricchiscono il quadro della vita quotidiana di Magdala al tempo di Gesù.